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Conferenza di Londra

Due giorni a Londra per uno stato laico e democratico nella Palestina storica

ISM-Italia Comunicato stampa 20 novembre 2007

 

Sulla conferenza “Challenging the Boundaries: A Single State in Palestine/ Israel,SOAS, Londra, 17/ 18 novembre 2007

 

Si è svolta a Londra nella Brunei Gallery della SOAS (School of Oriental and African Studies),nei giorni 17 e 18novembre 2007 la conferenza “Challenging the Boundaries: A Single State in Palestine/ Israel”, che ha ripreso i temi trattati nel corso estivo del 2-6 luglio all’Escorial (Madrid) “Palestine/Israel: o­ne Country, o­ne State”.

La conferenza si è svolta in due giornate con le seguenti sessioni: “Perché uno stato unico?”, “Il panorama geopolitico: il passato, il presente e il futuro”, “Terra, cittadinanza e identità: ripensare lo stato-nazione”, “Guardando al passato, ripensare il futuro (i casi del Sud Africa, dell’Irlanda del Nord e di India-Pakistan”, “Lo stato unico, i movimenti sociali della società civile e l’attivismo di base”, “Come andare avanti”.

Sono intervenuti Nur Masalha, Ghada Karmi, Ilan Pappe, Joseph Massad, Ali Abuminah, Haim Bresheeth, Ghazi Falah, As’ad Ghanem, Leila Farsach, Amnon Raz-Krakotzkin, Nadim Rouhana, Omar Barghouti, Tikva Honig-Parnass, Louise Bethlehem, Kathleen O’Connell, Sumantra Bose, Eitan Bronstein, Eyal Sivan, Rajaa Omari. Non hanno potuto partecipare alla conferenza Haidar Eid a cui non è stato permesso di uscire dalla striscia di Gaza e Yousef Kaker el Deen (Siria) a cui il governo britannico ha negato il visto di ingresso.

La conferenza èstata seguita da oltre 350 persone giunte da molti paesi, non solo europei. Numerosissimi gli interventi del pubblico nel dibattito ricco e appassionante, in una atmosfera di grande tensione e di notevole volontà di approfondire e di comprendere.

Alcuni dei punti più discussi e condivisi sono stati:

- l’idea della Partition come idea occidentale coloniale per una politica del “divide and rule” (divide et impera)

- il paradigma dei “due-stati”, considerato vincente perchè pragmatico, nella realtà è stato una mistificazione senza sbocchi. Non ha portato “da nessuna parte”, se non allaappropriazione e alla “bantustanizzazione” dei territori palestinesi da parte di Israele.

- il paradigma dei “due-stati si è esaurito anche per il collaborazionismo della leadership palestinese, corrotta dagli aiuti occidentali, la burocratizzazione delle o­nG e la frammentazione della società palestinese secondo una precisa strategia israeliana e occidentale.

- l’idea invece di uno Stato democratico è una visione egualitaria, concreta, democratica, non razzista. Essa rompe con il meccanismo della divisione e fa superare il discorso del nazionalismo esasperato delle due parti.

- l’idea di uno Stato democratico sfida la dicotomia ebrei= europei / palestinesi= orientali e rappresenta un progetto reale e positivo di riconoscimento dell’Altro e di assunzione di responsabilità.

- l’idea di uno Stato democratico sfida il progetto imperialista degli USA e di Israele in Medioriente.

-in effetti esiste giàuno Stato unico ed è lo Stato di Israele (con i territori occupati della sola West Bank), ma è uno stato razzista che discriminai suoi stessi cittadini.

L’idea di uno Stato democratico deve essere discussa e portata avanti attraverso un nuovo discorso pubblico che restituisca all’OLP il suo carattere originario di rappresentanza democratica di tutti i palestinesi. Deve riuscire ad entrare nel discorso dei media.

E’ stata anche presentata da Ghada Karmi una bozza di risoluzione o­nU dal titolo “Israel/Palestine and the establishment of a unified secular democratic state” che sarà messa a punto a breve.

E’ stata a più riprese sottolineata la gravità della situazione nella striscia di Gaza con un invito alla mobilitazione più ampia per fermare il genocidio in corso.

Mentre “fervono” i preparativi per la conferenza di Annapolis (ammesso ma non concesso che si farà) che ripeterà i riti consueti dell’industria del processo di pace, a Londra si sono messe le prime basi di un progetto politico nuovo e concreto.

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